
Se Report è stato censurato dal Garante e da buona parte degli opinion maker per aver messo in onda una telefonata tra l’ex ministro Sangiuliano e la moglie occorre interrogarsi sui limiti della sfera privata quando i fatti riguardano una figura istituzionale. A ben vedere, l’intera questione relativa ai rapporti tra Sangiuliano e la Boccia è stata anch’essa privata, per cui l’interesse pubblico avrebbe dovuto fermarsi alla supposta nomina del ministro di una collaboratrice, senza indagare la natura dei loro rapporti. Invece la stampa e la televisione hanno fatto strame di quanto, anche nelle più remote alcove, i due capponi di Renzo hanno vissuto amandosi e azzannandosi.
La tutela della privacy non può fare distinzioni secondo i soggetti che ne siano coinvolti: non può riguardare la moglie tradita per la quale unanimemente parteggiare ed escludere invece la mantide profittatrice che ha cercato di circuire il piccolo uomo reo di ogni colpa eppure così pronto a fare ammenda. Quando i fatti, tutti i fatti, anche quelli più scabrosi e intimi, e forse a maggiore ragione, sono opera di un ministro in carica, non si rende un buon servizio all’opinione pubblica né si osservano i principi democratici di trasparenza e il diritto alla piena informazione se vengono giudicati e quindi assunti in base a regole morali, scrupoli di rispetto per qualunque delle parti interessate, valutazioni di ingerenza del privato nel pubblico.
Le notizie vanno date tutte lasciando che sia il lettore a farsi un’opinione. Questa legge fondativa del giornalismo e della libertà di espressione, oltre che del sistema democratico, non può avere deroghe senza creare discrezioni, particolarità, ingiustizie che farebbero il danno dell’opinione pubblica ma anche del corretto svolgimento del caso. Non vale sostenere che la telefonata tra i due coniugi fosse irrilevante nel quadro degli eventi in corso, perché quegli eventi stessi si sarebbero comunque avuti ugualmente, senza che ne fosse informata l’opinione pubblica, ma è molto probabile che avrebbero sortito effetti diversi. Posti davanti al Paese, i tre protagonisti hanno dovuto conformare la propria condotta a quel nuovo elemento portato a conoscenza.
Se le telefonate private, preziosissime in un’inchiesta giudiziaria, determinano moltissime volte svolte nell’andamento delle azioni pubbliche, escluderle dalla storia significherebbe contaminare la storia stessa, perché ci sono state nella vita dei suoi artefici e hanno avuto effetti: sicché hanno una rilevanza pubblica giacché è la vita dei personaggi pubblici ad averla: la vita nel suo insieme, nei suoi segreti e persino nei suoi misteri. Conta solo un principio: l’interesse pubblico prevale sempre e comunque su quello privato e non conosce condizioni, termini e modi. Solo così è garantita la piena applicazione dello spirito democratico.
Perché l’Italietta dei provinciali parrucconi e perbenisti deplora la messa in onda della telefonata privata Sangiuliano-Corsini e nulla dice di “fuori onda”, indiscrezioni, soffiate anonime, foto da paparazzi, video rubati che costituiscono la materia prima dell’industria del gossip forte di decine di testate e di trasmissioni televisive, né si scandalizza se Melania Trump ha da ridire del comportamento privato del marito presidente degli Usa o della vita della famiglia reale inglese si è fatta una soap opera di pettegolezzi e buchi della serratura?
