
Essere minorenni significa non avere maturato la consapevolezza piena delle proprie azioni. La legge tutela questa minorità, ma la adegua nel tempo secondo i progressi sociali e i loro effetti sulla coscienza individuale. Il caso di Venezia, dove un cinquantenne, denunciato da una quindicenne per violenza, è stato assolto perché non sarebbe stata esercitava alcuna coercizione solleva il problema del fondamento reale della minore età. Una “diversa maturità”, formula usata dal tribunale, può implicare l’idea che ci si emancipa a prescindere dall’età, in base a facta concludentia e alla formazione personale?
Nella vicenda specifica, la ragazza avrebbe espresso il suo consenso al compimento di atti sessuali anche completi intrecciando una relazione tipica tra innamorati e durata sei mesi. Ma è possibile che il consenso di una minorenne valga come manifestazione di volontà? La minore età non è data dalla mancanza di requisiti tali da rendere nulla ogni decisione e ogni iniziativa, anche la più inequivocabile come un Sms del tipo “Sei mio”, quello che la ragazza ha trasmesso all’uomo? I giudici veneti, in un collegio peraltro di tre donne, hanno ribaltato questa concezione e scelto la via dell’evidenza di fatto a sfavore di quella della presunzione di legge, gettando le basi perché in questo modo la minore età non sia più considerata una condizione di inferiorità.
La realtà in effetti ci mostra come il vuoto di conoscenza implicito negli under 18 si sia andato colmando in tutti i campi dopo l’avvento di Internet, quindi dei social. Anche a quattordici anni un ragazzo, come una ragazza, ha raggiunto un grado di consapevolezza che per essere totale richiede solo un pari grado di temperanza che freni lo slancio e quindi scongiuri i rischi di scelte impulsive proprie dell’età. L’adolescenza è diventata una specie di “mezza stagione” via via cancellata dai mutamenti climatici. Cambiamenti sociali di uguale portata hanno comportato lo svuotamento di un’età che, venendo meno, salda in un arco temporale più lungo ma uniforme la pubertà alla maturità.
Copio da Gemini un dato significativo: “Nonostante la media sia attorno ai 18 anni, è aumentata la percentuale di adolescenti che ha il primo rapporto sessuale in età molto precoce. Secondo i dati HBSC-2022, in Italia il 21,6% dei ragazzi e il 18,4% delle ragazze a 15 anni hanno già avuto un rapporto sessuale completo. Una percentuale minore ma crescente (circa l’11-12% secondo un’indagine del 2023) riferisce di aver avuto la prima esperienza prima dei 13 anni”.
In quest’ottica, la sentenza di Venezia segna un cambio di prospettiva, al di là delle circostanze strettamente legate al caso e nella certezza che in epoca passata non sarebbe stata nemmeno concepibile. Rimasti ancorati a una tradizione, anche letteraria, entro la quale il ragazzo è un “monello” e più grandicello diventa un “intrepido”, non ci accorgiamo che a sedici anni i giovani sono oggi già maturi – o meglio: hanno raggiunto quella maturità che prima era acquisibile a ventuno anni e poi a diciotto. Con una omologazione tra i due sessi sempre mantenuta che però non è né in natura né nella realtà.
Mi piace richiamare un episodio personale e rifarmi alla prima metà degli anni Ottanta quando realizzai un reportage televisivo sull’educazione sessuale nelle scuole superiori a Catania. Mi fu consentito di entrare in una quarta liceale, con alunni di diciassette anni, e di rivolgere loro le domande più scabrose avvicinandomi tra i banchi a ciascuno di loro. Chiedendo a ragazzi e ragazze “Ti masturbi?”, “Fai sogni erotici?”, Che esperienze sessuali hai avuto?”, constatai la totale e generale ritrosia dei ragazzi, vergognatissimi e in evidente disagio, e l’assoluta naturalezza e spontaneità delle ragazze, pronte e consapevoli nell’affrontare temi che in quegli anni difficilmente entravano in un’aula scolastica. Oggi la forbice si è ancora più allargata e la ragazza quindicenne di Venezia (indotta probabilmente a denunciare il “suo” uomo perché pressata dai genitori alla cui punizione voleva sfuggire) è in Italia una prima Lucy. Apre un’era nuova.
